Il Vicenza Pride 2019 è dedicato a due donne.
Due donne coraggiose, forti, che hanno segnato la storia con gesta non violente eppure potentissime.
Due donne simbolo di lotta alla violenza, alle discriminazioni, simbolo di integrazione e di vicinanza a tutte le minoranze.
Due donne che sono diventate icone dei diritti umani.

Una scelta che abbiamo fatto con il cuore, perché le loro storie e le loro vite ci sono di grande insegnamento; ma anche con la testa, coscienti come siamo che proprio in questo periodo storico è necessario divulgare un messaggio di accoglienza, di integrazione, di contrasto a qualsiasi forma di discriminazione, nonché di antisessismo e di profondo rispetto per l’autodeterminazione delle donne.

Dedichiamo il nostro Pride a ROSA PARKS e a MARIELLE FRANCO.

ROSA PARKS

#ViP19 - Rosa Parks

«Mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America.»
Era il primo dicembre del 1955 quando Rosa Louise McCauley – sposata Parks salì su un autobus a Montgomery in Alabama ed ebbe il coraggio di sedersi in un posto riservato ai bianchi. E quando l’autista le intimò di cedere il suo posto ad un uomo bianco, lei si rifiutò e fu arrestata.
Le parole citate sono quelle con cui Bill Clinton le consegnò un’onorificenza nel 1999.
Il gesto di Rosa Parks scatenò un lungo boicottaggio dei mezzi pubblici ed una protesta contro la segregazione razziale che assunse proporzioni storiche, tanto da considerare la Parks “The Mother of the Civil Rights Movement”.

MARIELLE FRANCO

il Vicenza Pride 2019 è dedicato a Marielle Franco

Donna, nera, lesbica, ragazza madre, femminista, nata e vissuta nelle favelas, attivista per i diritti umani. Assassinata.
Siamo a Rio de Janeiro, è la notte tra il 14 e il 15 marzo di quest’anno. I sicari attendono Marielle Franco fuori da una riunione a cui lei stava partecipando: si parlava di violenza contro le donne nere. Una vera e propria esecuzione.
Una figura troppo scomoda, quella di Marielle, perché si batteva per le minoranze e contro i poteri forti, contro gli abusi e le violenze della polizia. I proiettili che l’hanno uccisa provengono da un lotto venduto alla polizia federale.
Un omicidio che mette in evidenza il pericolo che corrono gli attivisti per i diritti umani in Brasile, così come in tanti altri luoghi a rischio del mondo.
Riferendosi ad un giovane ucciso, il 13 marzo scriveva su Twitter: «Quantos mais vão precisar morrer para que essa guerra acabe? – Quante altre persone dovranno morire prima che questa guerra finisca?». Uno dei suoi ultimi tweet.
Marielle Franco: una martire dei nostri giorni.